IN RICORDO DI DON GINO BORGOGNO
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Domenica 21 aprile 2002, nella casa salesiana "Don Andrea Beltrami" di Viale Thovez a Torino, è morto don Gino Borgogno, il salesiano che ha dedicato la sua vita all'educazione dei giovani attraverso lo sport.
Luigi Borgogno è nato a Torino il 16 settembre 1922.
Dopo aver frequentato il ginnasio a Torino Valdocco è entrato nel noviziato a Pinerolo nel 1937 per diventare salesiano. Dopo aver trascorso alcuni anni a Torino Rebaudengo e a Montalenghe, a Foglizzo (TO), a Lombriasco (TO), laureato in Filosofia all'Università di Torino e licenziato in Teologia, è stato ordinato prete nella Basilica Maria Ausiliatrice a Torino Valdocco il 2 luglio 1950.
La sua vita di prete per i giovani l'ha vissuta a Valdocco, Lombriasco, Cuneo, Torino San Paolo, all'Agnelli (TO) e al Martinetto (TO). Ma queste sono soprattutto le comunità dove don Gino ha portato tutta la sua bella carica umana e il suo carisma per i giovani; in realtà la sua competenza, la sua dedizione totale, le metteva a disposizione di tutta la Congregazione Salesiana, non risparmiandosi mai. Per questo lo conoscono in tutta l'Italia e in tutte le Istituzioni, Federazioni ed Enti di promozione sportiva: con il consenso dei Superiori salesiani don Gino ha sempre collaborato con tutti e con gioia ha scoperto che per tutti la formazione dei giovani è prioritaria.

Vale la pena di ripercorrere alcune tappe fondamentali attraverso le quali don Gino ha sviluppato, in modo sempre più mirato e significativo, la sua azione pastorale che si è trasmessa dapprima a tutta l'Italia, poi all'Europa e oggi, proprio recentemente, a tutto il mondo. I salesiani di tutto il mondo, grazie alle sue intuizioni e ai suoi progetti, portano avanti una pastorale giovanile sportiva di immenso valore.
Negli anni Quaranta, gli anni del dopoguerra, osservando il disagio sociale soprattutto giovanile, don Gino desidera creare risposte esaurienti ed importanti, anche a livello sociale, per dare momenti di aggregazione, di incontro e di ricupero dei valori. Individua nello sport il migliore strumento per la realizzazione di questi obiettivi.
Pur essendo tra i fondatori del CSI, Centro Sportivo Italiano della Chiesa Italiana, avverte la necessità di dare l'impronta tipica di don Bosco allo sport dei numerosi oratori salesiani piemontesi. Nasce, così, l'"Auxilium" per organizzare squadre di calcio e pallacanestro, splendide occasioni per avere momenti di confronto guidati dagli educatori salesiani.
Contemporaneamente don Gino si accorge che alcuni di questi giovani hanno una riuscita straordinaria nelle discipline, così da' vita ad una vera e propria società sportiva adatta a loro: l'"Auxilium Torino", che raccoglie gli atleti più dotati ed in grado di confrontarsi con i professionisti dello sport. La squadra di pallacanestro dell'"Auxilium Torino" raggiunge in breve tempo alti livelli qualitativi sino a quando, militando in serie A, si trasforma in società per azioni. Don Gino ne è vicepresidente fino a quando scopre che l'attività professionistica, pur stimatissima, allonta la squadra dal mondo giovanile salesiano. Resta comunque accanto ai giovani dell'"Auxilium Torino", seguendoli anche personalmente.
Risponde al nascente disagio degli anni Sessanta, in campo educativo e di prevenzione, costituendo le Polisportive Giovanili Salesiane (PGS). Le PGS diventano un'organizzazione nazionale per lo sport dei giovani e, soprattutto, per formarli, renderli capaci di superare i disagi e rafforzare la volontà e la capacità di scelta di fronte alle difficoltà della vita. Tutto questo grazie ai numerosissimi collaboratori, salesiani e laici, che don Gino ha saputo coinvolgere all'interno della sua missione.
Parallelamente all'organizzazione rende prioritaria la preparazione e la formazione degli educatori sportivi (chiamati poi simpaticamente "alleducatori"). Nascono campi scuola di formazione e specializzazione, frequentati, ad oggi, da più di diecimila giovani.
Don Gino ha sempre offerto un modello di salesiano e di sacerdote capace di confrontarsi con la società in movimento con una straordinaria intuizione pastorale, un salesiano sempre pronto a collaborare e a rendere protagonisti i carissimi laici che, anche grazie alla sua amicizia e alla loro generosità, fanno crescere e maturare la PGS per i cristiani e per la società. Dal Superiore Generale Mondiale della sua Congregazione don Gino ha ricevuto il mandato di diffondere quest'idea di sport in tutto il mondo salesiano. A questo proposito molte sono le riflessioni su "pastorale e sport" che sia don J. Vecchi, Rettor Maggiore prima di don Chavez, sia don Martinelli, allora Consigliere Generale, hanno pubblicato sull'organo ufficiale di collegamento PGS: "Juvenilia". (vedi www.juvenilia.it)
Il 1979 segna per la PGS l'anno del riconoscimento ufficiale di ente di promozione sportiva da parte del CONI.
Don Gino e i suoi cari collaboratori, aiutati nella riflessione dai confratelli salesiani, dai rappresentanti delle maggiori istituzioni in campo regionale e nazionale, non si fermano qui. Anzi, nel 1988, in occasione del centenario di don Bosco, con grande entusiasmo, don Gino, che già aveva iniziato una rete di intensi rapporti con i paesi dell'Est ancor prima della caduta del muro avvenuta nel 1989, lanciò la PGS a livello europeo, incominciando dalla Polonia e dando, così, vita alla PGS Europa.
Dopo Maastrich viene concepita la PGS International. Proprio in questi giorni le autorità di Bruxelles hanno comunicato la sostanziale approvazione dello statuto di quest'ultima creatura di don Gino.
Intanto, ai giochi internazionali della gioventù salesiana hanno già partecipato, con i nostri italiani, giovani provenienti dall'America, dall'Asia e dall'Africa.
Don Gino: una vita spesa per i giovani, soprattutto i più poveri, nella pastorale dello sport; amico e guida in un settore che i giovani amano; un salesiano che ha saputo dare una visione umana e cristiana allo sport per la formazione integrale della persona già dagli anni Quaranta.